4 febbraio 2013

Ubuntu e Mozilla: Open Source per Smartphones


E' dall'inizio del 2013 la notizia che i marchi più noti dell'universo dei software 'open source' (licenza di sviluppo 'aperta') Linux e Mozilla hanno approntato i loro sistemi operativi per la telefonia mobile. Tali kernel saranno presto disponibili, nel primo caso da scaricare e installare in aggiunta ai sistemi operativi a licenza 'chiusa' o 'semichiusa' oggi in uso; nel secondo, preinstallati su una serie di nuovi dispositivi.

Se da un lato la prospettiva appare stimolante per la natura 'open source' dei nuovi sistemi operativi e la competitività che dovrebbero apportare in un mercato omologato e stagnante, dall'altro è bastata qualche semplice ricerca a riportarci con i piedi per terra.

Prima di esaminare la peculiarità 'politica' dei nuovi sistemi operativi, ci sembra ragionevole tracciare il profilo del nostro smartphone 'ideale', sottolineando come la scelta più sicura ed efficace a nostro avviso continui a essere quella di non possedere uno smartphone, e al bisogno riconsiderare l'acquisto di un normale telefonino vecchio stile.

Niente Chip GPS.
E' realmente necessario andare in giro con un chip gps in tasca? Forse di tanto in tanto potrebbe essere utile, specie nelle passeggiate per le vie di una località poco conosciuta, o se si incorresse in una emergenza nella natura selvaggia. Episodica utilità che tuttavia viene pagata da ogni utente attraverso la comunicazione in tempo reale della propria dislocazione geografica ad una serie di agenzie ed aziende. Poco male, si dirà. Chi non ha nulla da nascondere, non dovrebbe preoccuparsi che un nutrito gruppo di estranei sia in grado di conoscere in ogni momento la sua posizione geografica. Tuttavia  la rinuncia a un diritto fondamentale quale la privacy è intrinsecamente un fatto negativo, anche solo per il fatto che comporta la svendita di conquiste sociali che i nostri antenati hanno conseguito a caro prezzo. Sul mercato sono disponibili a prezzi abbordabili piccoli dispositivi GPS portatili ed utilizzabili - solo quando se ne presenti la necessità - sia in auto che a piedi.

Niente Chip NFC.
Un altro esempio di tecnologia più pericolosa che utile è incarnato dai nuovi chip NFC. L'acronimo sta per Near Field Communication ('Comunicazione di prossimità'), tecnologia che fornisce connettività wireless bidirezionale a corto raggio. Ebbene, anche in questo caso chiunque abbia a cuore la privacy e la libertà consideri che la diffusione dei chip NFC nei telefonini potrebbe fornire la base tecnologica per la abolizione del denaro contante, e inaugurare l'era dei 'crediti elettronici.' Prospettiva preoccupante. Chiediamoci se convenga supportare con i nostri acquisti l'abolizione del contante in cambio di 'comodità' superflue.

Niente Chip Wi-fi.
Esiste un'ampia letteratura medica che si sbraccia per denunciare la dannosità delle onde wi-fi, soprattutto per la salute dei bambini. Si parla del rischio di contrarre terribili malattie. Inoltre ogni smartphone sul mercato è dotato di connettività dati, funzione che si appresta a diventare molto più performante grazie alla introduzione delle reti LTE (che sostituiranno l'attuale protocollo HSDPA). E' vero: in assenza di wi-fi (e/o di piano dati illimitato) non si può usufruire degli aggiornamenti del firmware via OTA, cioè direttamente dal dispositivo; inoltre diventa dispendioso scaricare giochi pesanti con effetti grafici da console. Di contro non si corre il rischio di esporre noi e i nostri cari alla dannosità delle onde wireless. I firmware possono sempre scaricarsi e installarsi da pc, e per giocare a GTA oltre che sulla console di casa anche nei ritagli di tempo, è sempre possibile comprare una console portatile. La salute invece una volta persa non si può scaricare né ricomprare.
Cessando di usare lo smartphone come console da gioco, inoltre, ci si sottrae alle insultanti logiche di mercato con cui le case costruttrici inducono gli utenti a cambiare dispositivo in continuazione solo per la soddisfazione di possedere il più 'potente' sul mercato.

Valore SAR esiguo.
Il tasso di assorbimento specifico - o SAR - misura l'energia elettromagnetica assorbita dal corpo esposto ad un campo a radiofrequenza (RF). Direttive europee impongono che in UE non possano essere venduti telefonini e smartphone che superino il livello dei 2 W/kg. Negli USA la soglia massima è ancora più bassa (1,6 W/kg). Un dispositivo che non superi 0,5 W/Kg sia per la testa che per il corpo, dovrebbe presumibilmente tenerci al riparo dai danni provocati tanto dalle onde elettromagnetiche quanto dallo zerbinismo e la corruzione che spesso induce la politica a concedere la messa in vendita di prodotti poco sicuri per compiacere la multinazionale di turno.

Market Pro-Privacy.
Tempo fa pubblicammo la traduzione di un pezzo che denunciava gli abusi perpetrati da molti sviluppatori di applicazioni per telefonini. Citiamo testualmente:
"Le nuove condizioni contrattuali da accettare per scaricare queste app richiedono il consenso dell'utente affinché il cellulare su cui sono installate diventi un dispositivo di monitoraggio legalmente autorizzato a registrare conversazioni e scattare foto a totale insaputa dell'utente."
Sicché il nostro smartphone ideale dovrebbe essere personalizzabile mediante uno store (market) che sia votato alla tutela della privacy dei propri utenti. Il che tradotto in soldoni significa: assunzione da parte del market di ogni responsabilità legale circa tutto il materiale scaricabile per suo tramite; rigido divieto di pubblicazione delle applicazioni che richiedano l'accettazione di condizioni lesive dei diritti individuali; ban a vita per gli sviluppatori scoperti ad introdurre spyware nelle proprie creazioni.

L'Open Source.
Giusto altre due parole sulla 'filosofia' che contraddistinguerebbe il fenomeno 'open source', cioè il mondo dei software a licenza aperta. Secondo Wikipedia, 'l'open source include approcci diversi nella produzione, in contrasto con altri modelli centralizzati di sviluppo, come quelli utilizzati nelle aziende di software commerciale.' Tutto ciò è assolutamente vero, ma ambiguo. Fin dalla sua apparizione nel campo della programmazione dei software la maggior parte degli utenti ha percepito l'open source come un fenomeno antagonistico, contrapposto alle leggi del profitto e dei monopoli, e perciò inviso alle multinazionali. Le cose stanno ancora in questi termini?

Ad esempio, un luogo comune da sfatare è che il sistema operativo targato Google - cioè Android - essendo sviluppato su base Linux, sia open source. Richard Stallman - presidente della Free Software Foundation - e guru dell'open source, in un articolo per The Guardian ha affermato che in realtà Android non sia open source. "La sua unica parte open source" - scrive - "è il kernel Linux, mentre tutti gli altri componenti come le librerie e il firmware non sono gratuiti. Vanno poi aggiunti i software realizzati dai produttori per la personalizzazione dei dispositivi, la maggior parte dei quali sono soluzioni proprietarie."

Ancora oggi l'open source per molti utenti va oltre il puro concetto di licenza aperta, ed implica una 'filosofia' una 'politica' votata alla libertà ed indipendenza degli utenti. Ciò detto, in che misura tale filosofia è riscontrabile nei nuovi sistemi operativi targati Linux e Mozilla?

UBUNTU per Smartphones
Ubuntu è un sistema operativo derivato da una costola del celebre Linux (il primo sistema operativo open source in stile Unix, creato dal finlandese Linus Torwald nel lontano 1991).

Lo stesso Richard Stallman ha recentemente asserito in un lungo post che Ubuntu sia diventato addirittura uno spyware, software che carpisce informazioni sensibili ad insaputa dello utente. "Uno dei principali vantaggi del software libero" - scrive nell'incipit - "è che la comunità (open source - n.d.t.) protegge gli utenti dal software dannoso. Ubuntu GNU/Linux è diventato l'esempio contrario. Che cosa dobbiamo fare?"

Facciamo un giro sulla pagina ufficiale di Ubuntu per Smartphones. La prima cosa che salta all'occhio è la gran mole di 'sensazioni' attribuite al nuovo sistema operativo, tra cui magia e coinvolgimento; viene in mente l'enfasi con cui i pubblicitari sperano di convincerci ad acquistare l'ennesimo modello di automobile che in realtà non aggiunge nulla ai modelli precedenti. Già il fatto che una comunità di sviluppatori di software 'libero' ricorra ad una simile terminologia dal sapore main-stream, fa storcere un po' il naso. Un tempo il giudizio sulle virtù di un software open source era lasciato agli utenti stessi, e la sua diffusione era affidata al passaparola. 

Nella stessa pagina ci casca l'occhio su un banner che recita che:
Ubuntu è supportato da Canonical. Forniamo servizi di abilitazione hardware per gli oem più grandi del mondo dei personal computer, quindi Ubuntu navi è ora preinstallato su molti dei nuovi pc al mondo. Con personale e uffici in tutto il mondo, abbiamo le risorse necessarie per fornire Ubuntu anche su smartphone.
Ci suona strano che la comunità Ubuntu collabori con i produttori di computer più grandi al mondo. Decidiamo di approfondire il discorso su Canonical. Clicchiamo sul banner Scopri di Più su Canonical e veniamo indirizzati su una pagina denominata Supportati Globalmente da Canonical. In sintesi nella pagina sono descritti i notevoli mezzi con cui la Canonical sta aiutando Ubuntu a svilupparsi (anche dal punto di vista software) e diffondersi nel mondo. Dopo una gran mole di dati, nessuna informazione concreta in merito a Canonical.

Allora visitiamo il sito di Canonical e scopriamo che tra i partner principali di Canonical ci sono tre aziende come Intel, Dell ed HP. Non proprio il massimo dell'underground. Ci viene un dubbio; torniamo sul sito di Ubuntu e nel disclaimer leggiamo che "Ubuntu e Canonical sono marchi registrati da Canonical Ltd."

Altra perplessità circa Ubuntu ci proviene dalla voce 'Cloud' elencata nella barra principale del sito. Clicchiamo sul link e una nuova pagina ci informa che Canonical propone un servizio di software per cloud approntato dalla Openstack foundation. Apprendiamo inoltre che Openstack discende dalla collaborazione tra la NASA e Rackspace (una compagnia di servizi cloud - n.d.t.). Anche qui, non proprio il massimo della vocazione indipendentistica.

Ubuntu potrà essere installato parallelamente ai sistemi operativi già presenti nei dispositivi in commercio, ma pare che Canonical stia accordandosi con alcuni produttori di hardware per approntare in futuro dei dispositivi dotati nativamente del suo sistema operativo. Al momento nessuna specifica tecnica è stata comunicata, ma tutto lascia presagire che i telefoni targati Ubuntu saranno equipaggiati con ogni possibile tecnologia, quindi wi-fi, gps ed nfc.

MOZILLA per Smartphones
Passiamo a Firefox Os, sviluppato dalla comunità Mozilla. Il sito è più sobrio e adeguato a una comunità open source. Mozilla non è un marchio registrato, o forse lo è, ma nessuno minaccia di fare valere i relativi diritti. I promoter di Mozilla tengono a sottolineare che il loro Os garantisca 'velocità', 'usabilità' e - soprattutto - 'sicurezza.' Aspetto trascurato, o non adeguatamente evidenziato sul sito di Ubuntu.

E' inoltre presente il link ad un market aperto a tutti. Inserire applicazioni nel market è del tutto gratuito. La sola condizione di pubblicazione è la approvazione da parte dei gestori. Ci auguriamo che tale valutazione contempli misure severe circa le app che pretendano di carpire i dati personali degli utenti. Staremo a vedere.

Al momento Firefox Os non sembra supportare il sistema di archiviazione cloud, il che a nostro avviso segna  un punto a favore.

Anche la comunità Mozilla si avvale al livello hardware e tecnico della collaborazione con aziende main-stream come Qualcomm, Deutsche Telekom e Telefonica (di Telecom Italia).

A differenza di quanto risulta in merito a Ubuntu, i dispositivi dedicati a Firefox Os sono già stati annunciati, e come prevedibile sono equipaggiati sia di gps che di wi-fi. Nota positiva: allo stato attuale non conterrebbero chip nfc.

Conclusione.
Abbiamo esaminato in breve alcuni aspetti dei nuovi sistemi operativi 'open source' per smartphone che si apprestano a essere immessi sul mercato. Entrambe le soluzioni a nostro avviso smentiscono l'idea romantica che l'universo open source - perlomeno in taluni casi - denoti una 'vocazione politica' che trascenda il concetto di 'licenza libera.' Ed anche il concetto di licenza libera non gode più di gran salute, a sentire le affermazioni eclatanti di Stallman circa Ubuntu. D'altra parte i profitti che un tempo le software house ricavavano dalla distribuzione a pagamento dei loro sistemi operativi stanno via via lasciando il posto a quelli provenienti dallo 'indotto' in termini di servizi quali archiviazione cloud, applicazioni e trattamento dati.

In definitiva la soluzione meno sistemica e meno rischiosa dal punto di vista della tutela della privacy al momento ci sembra Firefox Os, sia rispetto alle soluzioni già in commercio, che ad Ubuntu. Se il team di Mozilla saprà affermare più nettamente la propria vocazione indipendente, smarcandosi dalle logiche di mercato e proponendo modelli privi di tecnologie ridondanti e/o dannose, potremo dire di avere tra le mani un dispositivo più utile all'utente che al grande fratello. E' una pretesa utopistica? Probabile.

Post correlati: Quando le App Sono Troppo Smart
Post correlati: La Trappola dei Cellulari
Post correlati: Google Glass: il Sito Stop The Cyborgs Diventa Virale
Post correlati: Tag Tecnologia

Il Grande Fratello - Libro

Gianni Lannes
Il Grande Fratello - Libro
Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

8 commenti:

  1. Tattica del Cavallo di Troia. Prima ti fanno fidare, e poi, mentre dormi, ZACCHETE!

    RispondiElimina
  2. Il chip si sta avvicinando sempre più alla pelle...

    RispondiElimina
  3. Ci sono molti + punti da considerare in questa disamina sull'open source. Per es, tanto x dirne una, che il solo ubuntu è di fatto un sistema operativo gratuito e gratuitamente aggiornabile x anni. Il fatto che ne esiste un'ottima versione server, installabile e scalabile, cosa che ti consente di usarlo come vuoi, segando via dei costi altrimenti insostenibili, se si guarda a microsoft. Se poi si va sui "grandi sistemi" in questo discorso, è chiaro che x sostenere questi progetti, da qualche parte i soldi li devono far venire fuori.

    RispondiElimina
  4. La verità fa male...

    RispondiElimina
  5. Guardate, mettetevi l'anima in pace, perchè tanto in questo settore, come in tanti altri, va avanti solo chi si adegua al cartello. La Palm era seria, l'hanno fatta chiudere per questo. Non metteva il wifi nei suoi telefoni e gli uTONTI non li compravano più, xchè la gente ormai non capisce più un ciufolo, vuole essere avvelenata-fritta-cotta-mangiata. amen.

    RispondiElimina
  6. Una piccola considerazione: abito in un piccolo paesino di provincia, praticamente in campagna, ed ho la buona abitudine di spegnere il wifi in casa quando non lo uso. Risultato? Rimangono comunque accessibili almeno altri 3 punti di accesso. Ripeto: in un paesino di campagna. Figuriamoci in città come Milano, Torino o Roma.
    Insomma, la buona volontà la si mette ma a cosa serve, con queste premesse?

    RispondiElimina
  7. @ dario ... esattamente. se ti va, leggi il post 'vendere la schiavitù' che parla della strategia da te citata

    @ anonimo3 ... concordo. il post non contesta l'open source ma invita a non fossilizzarsi su alcuni luoghi comuni, e a tenere gli occhi aperti.

    @ Embrase ... si tratta di campagne che danno i loro frutti dopo anni. prima si comincia, prima si arriva. per rispondere alla tua domanda: serve a creare circoli virtuosi proiettando sul nostro prossimo degli esempi positivi. tocca arginare, perché la scienza e la tecnologia hanno centuplicato la pericolosità dei poteri che da sempre dominano il mondo. e comunque al momento credo che le onde provenienti dall'esterno siano meno pericolose di quelle lasciate libere in casa 24 ore su 24. W la buona volontà!

    ciao alla prossima

    RispondiElimina
  8. Articolo giusto, ma chi seguirà mai questi consigli? Se gli togliete anche l'Iphone finisce in suicidio di massa :-)

    RispondiElimina

Se il post ti è piaciuto, non dimenticare di condividerlo e lasciare un commento.

N.B. Non saranno pubblicati commenti espressi con linguaggio offensivo o violento, e critiche non motivate / argomentate.

Leggendo le nostre DOMANDE FREQUENTI potrai crearti un'idea più precisa sul nostro approccio ai temi trattati nel blog.

GRAZIE per il contributo e la collaborazione

SISTEMA


MITI E LEGGENDE