13 luglio 2015

Uccidere l'Ego?

uccidere ego
di A. Nappi
Traduzione di Anticorpi.info

Da qualche anno si sente molto parlare dell'uccisione dell'ego, come se la stessa intelligenza che ha creato il sole e fa girare la Terra avesse commesso un errore nel dare all'uomo un senso di se individualizzato, e se tale prerogativa impedisse in qualche modo la nostra capacità di comprendere l'interconnessione tra tutte le cose. E' impossibile uccidere il proprio ego, e qualsiasi tentativo in questo senso è, ironicamente, un trucco dell'ego.

Contrariamente a quanto affermano alcune dottrine di propaganda spirituale, il tuo ego non è affatto un errore commesso dalla natura, da annullare mediante lo spirito. Se il tuo ego - la mente cosciente, la personalità - sta nuocendo in qualche modo alla tua felicita, è perché non è sano. L'ego può ammalarsi. Riempirsi la mente degli insegnamenti di un qualche guru della new age non lo guarirà. Il tuo ego esprime il proprio malessere tramite uno stato di disarmonia (l'unico sistema con cui gli è concesso di chiedere aiuto), ma farsi prendere dal panico è controproducente.

Il tuo cervello è un capolavoro evolutivo. Intendiamoci, seppur limitato, esso è tutt'altro che inutile, innatamente malvagio o perfino ostruttivo. Il tuo subconscio è una biblioteca vivente che ricorda tutte le storie dell'universo, in particolare quelle che fanno parte di te. Se smetti di trattare il tuo ego come un nemico e inizi a rapportarti alle negatività della tua mente con compassione e senza resistenza, con ragionevolezza, logica e profondo, costante amore, l'ego inizierà a guarire. E man mano che lentamente e delicatamente lo riporterai in uno stato di salute e benessere, inizierai a capire che è sempre stato tuo alleato. La sua è una forma di auto-tutela dalla delusione, dal rifiuto e dai danni causati da altri ego malati. Stava solo cercando di arginare le forze che feriscono la mente.

Di conseguenza è stato ferito, ha contratto la malattia. La tendenza a smarcarti da esso e l'odio covato verso l'interno - tuttavia - ti impedirebbero di andare avanti. Senza di esso non saresti mai stato capace di manovrare la tua vita fisica in allineamento con la vita che fa cantare il tuo cuore. Il tuo ego non si ferma. Esso cerca di servirti nel modo migliore di cui è capace nel suo specifico stato di salute. Dedicarsi alla sua cura è un impegno a lungo termine. Non importa se vivi in una cultura usa e getta; a tale compito non si può sfuggire. L'ego non è qualcosa che possa usarsi e gettarsi.

Hai due scelte: vivere con la tua sofferenza o curare la malattia. Il processo di guarigione comporta duro lavoro, ma è un lavoro che condurrà a qualcosa di nuovo. Anche proseguire a vivere con un ego malato comporta duro lavoro, ma non condurrà a qualcosa di nuovo. Il cuore proseguirà a stare in uno stato di desiderio perché gli sarà impossibile allinearsi con i suoi sogni.

Piuttosto che cercare di alimentare felicità ed amore basandoti su insostenibili parametri relazionati all'ordine, potresti invece accogliere il caos, applicare la cura, abbracciare l'ego mentre piange ed inizia a ritornare vero. Lascia che esprima il dolore, la rabbia, il terrore riguardo l'esilio, la tortura, l'abuso, l'invisibilità e la mancanza di apprezzamento che ti hanno indotto a considerarlo un nemico, quando in realtà tutto ciò che voleva fare è servire il tuo cuore, la tua vita e la tua missione. Tienilo stretto come fosse un bambino in lacrime.

Quando resusciterà nelle tue braccia, e la sua vera natura riemergerà, ti renderai conto di cosa sia ciò che intendevi uccidere, e ti sentirai afflitto a causa della tua cecità. Allo stesso tempo, la pratica della compassione ti ricorderà che gran parte di questa distorsione fosse inevitabile, e il momento sacro in cui inizierai ad amare il tuo ego, ti trasformerà. Man mano che il tuo ego tornerà in buona salute, ti sentirai sempre più te stesso.

Non è l'ego in se il problema. Il problema è la malattia che lo attanaglia; una malattia che proviene dalla deliberata ignoranza che ci impedisce di vedere con i nostri veri occhi. Non occorre uccidere il tuo ego. Fai in modo che ritorni sano, e potrai sperimentare il suo reale scopo. Ricorderai che sei stato creato perfettamente. Non c'è stato alcun errore. Sì, anche il tuo Ego serve il Creatore, ma se è malato, semplicemente non può farlo.

Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito Write With Spirit
Link diretto:
http://www.writewithspirit.com/letters-of-love--madness/you-cant-kill-your-ego-love-her-instead

Traduzione a cura di Anticorpi.info


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7 commenti:

  1. Ho le lacrime... Questo post è stupendo!!

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  2. Uccidere l' ego? Max Ernst diceva di sì!

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  3. @P71C

    e quindi?!?

    chi era dio?!?

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  4. @Elyah
    dio è un sistema altamente metafisico che agisce nel sogno lucido.
    Pertanto non lo si può definire; è Lui a sognare noi oppure noi a sognare Lui?

    Piccola metafora in stile Gestalt:
    Immagina di tenere tra le mani una sfera di cristallo e prova a farla cadere al suolo.
    Impatterà e si frantumerà in n° frammenti. Dopodiché attribuisci nomi ad ogni frammento.
    Che siano vicini o lontani, ogni frammento apparterrà alla sfera "primordiale", giusto?
    Ora immagina di poter tornare indietro prima del impatto e vedrai una sfera di cristallo
    composta di frammenti nominali. Ora ci vedi qualcosa di nuovo nella sfera primordiale?

    Poi però dovresti spiegarmi perché hai posto dio in un tempo passato, giusto per fare della simpatia:)

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  5. @P71C

    tu hai capito perfettamente il senso della mia battuta, ma il tuo ego non ha resistito a voler mostrare quanto tu sia bravo e filosofico e perciò hai scritto una cosa apprezzabile ma che non c'entrava nulla con quanto ti ho chiesto in senso lato...

    Credo quindi che neanche tu tanto bravo sia riuscito a seguire l'insegnamento di cui accenni ovvero non ti piace uccidere il tuo ego...

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  6. @Elyah
    ma perché poni trappole per poi stupirti di trovare dentro qualcosa?
    Poi…
    figurati se il mio ego morto e sepolto vorrebbe mostrarsi ancora, tze!
    Poi...
    "ma che non c'entrava nulla con quanto ti ho chiesto in senso lato…"
    (Ok scusa, prova a riformulare la domanda per un bambino un po' leso)

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  7. Non so da dove derivi l'assunto principale dell'articolo di "uccidere l'ego".
    Francamente mi sembra eccessivo affermare una cosa del genere, io, da ciò che ho letto e praticato, parlerei più di una sorta di "passamano" nel "facente funzione" tra l'ego ed il sè, cioè quella parte di noi che è connessa al tutto, al cosmo. Mentre l'ego, che ha proprio una funzione individualizzante, è la parte che dal cosmo cerca continuamente di separarsi. Il sè, per farla breve, si può risvegliare ed approfondire con la meditazione trascendentale, ad esempio, quando non con altre tecniche. Ma, ad ogni modo, io la vedo più come una summa, una integrazione di funzioni spirituali-psicologiche, che non una lotta a chi sopravvive tra i due. D'altra parte, in merito all'ego, il problema chiave è che, se esso è ammalato, è molto difficile "lavorarci" direttamente, per questo motivo sono sorti nei secoli/millenni, delle "tecniche" con cui si è cercato di attuare degli escamotage psicologici che in qualche modo bypassavano la mente razionale, per fare emergere delle altre funzioni mentali-spirituali sopite. Per concludere, la cosa la vedo più come un continuo diciamo "negoziato" fra una parte di noi che mira a far valere la propria individualità (ma anche egoismo) e una parte che è più connessa al tutto e che, se attivata, ci consente di staccarci un pezzettino dalla sola relazione con l'ego, che dà cmq dolore (perchè è attaccamento) per riconnetterci al Creato tutto, a cui siamo indissolubilmente legati. Ma ce ne scordiamo regolarmente.

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